
Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha definito «calunniatore» l’avvocato César de Castro, che difende l’ex ministro della Sicurezza messicano Genaro García Luna durante il suo processo presso un tribunale distrettuale statunitense.
García Luna è sotto processo in un tribunale distrettuale di Brooklyn, New York, per presunti legami con la criminalità organizzata e per essere stato accusato di essere sul «libro paga» del Cartello di Sinaloa dopo essere stato arrestato a Dallas, Texas.
Durante il processo, il narcotrafficante messicano Jesús «Rey» Zambada, che ha deposto come testimone, ha negato di aver pagato sette milioni di dollari a Gabriel Regino, ex sottosegretario alla Sicurezza pubblica di Città del Messico, per una campagna elettorale a favore di López Obrador nel 2006.
Da parte sua, la difesa di García Luna ha controbattuto a Zambada assicurandogli di non ricordare di aver inviato denaro all’attuale presidente tramite Regino e ha anche criticato il fatto che il narcotrafficante si sia confuso sugli importi, mettendo in dubbio la sua credibilità.
Lunedì il narcotrafficante ha affermato di aver pagato cinque milioni di dollari in due tangenti separate a García Luna, che era a capo dell’Agenzia Investigativa Federale (AFI), tramite l’avvocato Óscar Paredes, che lavorava anche per il cartello di Sinaloa.
«Quello che è successo ieri è un chiaro segno (di) voler coinvolgere me. Falso avvocato, calunniatore, disonesto; Zambada si è rivelato più di destra», ha dichiarato López Obrador in riferimento alle parole dell’avvocato di García Luna, come riportato dal quotidiano «El Universal».
Fonte: (EUROPA PRESS)






