
Il ministero degli Esteri olandese ha convocato l’ambasciatore russo ad Amsterdam, Alexander Shulgin, dopo che mercoledì le autorità del Paese hanno comunicato le prove che implicano il presidente russo Vladimir Putin nell’abbattimento del volo MH17 nell’Ucraina orientale nel 2014.
Durante un discorso ai parlamentari olandesi mercoledì, il primo ministro olandese Mark Rutte ha dichiarato che Shulgin è stato convocato al ministero degli Esteri per «fornire spiegazioni scritte e verbali» sul rapporto del Joint Investigation Team (JIT) sull’MH17.
In risposta, i parlamentari hanno esortato il primo ministro a rimanere sul territorio olandese e a inviare un rappresentante al vertice dell’UE, in modo da poter seguire in prima persona gli sviluppi dell’ultimo rapporto sul fatidico incidente che ha ucciso 283 passeggeri e quindici membri dell’equipaggio, secondo quanto riportato dall’emittente olandese NOS.
L’ufficio del procuratore olandese ha dichiarato mercoledì che vi sono indicazioni che il Presidente Putin abbia ordinato la fornitura alle forze filorusse nell’Ucraina orientale del sistema di difesa aerea «Bulk Telar», il cui missile sarebbe stato alla base dell’abbattimento del volo MH17 del 2014 nella zona.
Il JIT, che sta indagando sull’abbattimento del volo Malaysia Airlines nell’Ucraina orientale, ha dichiarato che, nonostante questi risultati, «non è possibile accusare Putin» e ha confermato che l’indagine è stata sospesa. «L’indagine ha raggiunto il suo limite», ha dichiarato l’agenzia, secondo il quotidiano «NRC Handelsblad».
La magistratura ha confermato in passato che il missile che ha colpito l’aereo era un «Buk» lanciato da una fattoria e che ha causato la morte di 283 passeggeri e quindici membri dell’equipaggio. I giudici hanno concluso che ci sono ampie prove a sostegno dell’ipotesi che il missile fosse russo e fosse stato lanciato da quel territorio, allora sotto il controllo delle forze filorusse.
Fonte: (EUROPA PRESS)






