
Tredici Paesi dell’Unione europea si sono già mobilitati per aiutare la Turchia con squadre di emergenza in risposta al potente terremoto di lunedì, ha confermato la Commissione europea, in seguito al sisma che ha causato più di 1.300 morti in Turchia e in Siria.
L’UE ha già mobilitato squadre di soccorso e di ricerca di sopravvissuti attraverso il Meccanismo di protezione civile, lo strumento per coordinare l’assistenza europea a uno Stato membro o a un Paese terzo.
L’assistenza di Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Romania è già confermata e in arrivo, mentre Italia, Ungheria, Spagna, Malta e Slovacchia hanno presentato le rispettive offerte alle autorità turche, ha dichiarato il portavoce della gestione della crisi Balazs Ujvari in una conferenza stampa.
Nell’ambito del sostegno ad Ankara, l’UE ha attivato il sistema satellitare Copernicus per fornire servizi di mappatura di emergenza ed è anche pronta a sostenere le persone colpite in Siria, poiché il meccanismo di protezione civile viene attivato su richiesta specifica delle autorità nazionali di un Paese.
Lunedì scorso, il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha espresso le sue condoglianze per il «devastante terremoto» di magnitudo 7,4, messaggio a cui si sono uniti il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Josep Borrell, e il Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Allo stesso modo, il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg ha espresso la sua «totale solidarietà» alla Turchia, in quanto alleato dell’organizzazione, e ha sottolineato che i membri della NATO sono già in contatto per fornire assistenza.
I leader europei hanno mostrato solidarietà alla Turchia e alla Siria, assicurando che invieranno assistenza di emergenza e parteciperanno alle operazioni di soccorso. Tra questi, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Rishi Sunak, che ha dichiarato che Londra «è pronta ad aiutare in ogni modo possibile».
Parlando alla stampa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che almeno 912 persone sono morte e 5.385 sul territorio turco dopo il terremoto, che ha definito «il più grande disastro dal terremoto del 1939».
Il terremoto ha provocato 371 morti e 1.089 feriti anche nelle zone controllate dal governo siriano, secondo i dati pubblicati dal Ministero della Sanità siriano sul suo sito web. A queste cifre vanno aggiunti circa 220 morti e circa 420 feriti nelle zone controllate dai ribelli nelle province di Idlib e Aleppo, nel nord-ovest del Paese arabo, secondo quanto riferito dalla Difesa civile siriana, nota come «caschi bianchi», attraverso il suo account Twitter.
Fonte: (EUROPA PRESS)






