
La Nigeria ha registrato un’ondata di rapimenti in tutto il Paese, con quasi 19 vittime nelle ultime 24 ore, a meno di un mese dalle prossime elezioni generali del 25 febbraio di quest’anno e nel mezzo di una crisi di sicurezza quasi endemica causata dai gruppi criminali che affliggono molti degli Stati del Paese.
Il quotidiano nigeriano «The Guardian» ha riportato che, nelle ultime 24 ore, circa 19 persone sono state rapite nel Paese, mentre le famiglie delle vittime e i vicini delle comunità stanno sollecitando le autorità ad agire in risposta agli ultimi eventi.
Il Guardian ha appreso che i nuovi casi di rapimento includono sei scolari nello Stato di Nasarawa, nel centro del Paese, un chierico cattolico nella città di Kaduna e il sovrano tradizionale di Mutum-Biyu con la sua famiglia.
«I bambini erano nel cortile dell’assemblea quando i rapitori sono apparsi e hanno ordinato agli alunni di seguirli, mentre il personale che dirigeva l’assemblea è fuggito», ha raccontato un testimone locale.
Nello Stato nigeriano di Taraba, uomini armati hanno sequestrato il sovrano tradizionale di Mutum-Biyu insieme alla sua famiglia – due mogli e sei figli – nelle prime ore di questa mattina. Secondo i media locali, questo incidente ha causato una tensione palpabile nella comunità e nella regione.
Va ricordato che i gruppi armati nigeriani specializzati in rapimenti e saccheggi, comunemente noti come «banditi», hanno causato 564 morti e 3.420 rapiti tra luglio 2021 e giugno 2022 in almeno 500 attacchi e rapimenti in tutto il territorio, secondo un rapporto pubblicato nell’agosto dello scorso anno dal gruppo SBM Intelligence e riportato dal quotidiano nazionale «Premium Times».
Il rapporto riflette un altro aspetto della violenza che affligge il Paese da anni. Un’altra stima pubblicata il mese scorso dal governo locale dello Stato di Kaduna, uno dei più violenti del Paese, riportava almeno 645 morti nei primi sei mesi di quest’anno, dovuti non solo all’azione dei «banditi», ma anche ad attacchi di gruppi jihadisti o a scontri intercomunitari.
Il rapporto contiene anche cifre approssimative per i riscatti richiesti dai «banditi»: durante le trattative hanno chiesto un totale cumulativo di circa 10 milioni di euro, per poi ricevere un totale di circa 1,2 milioni di euro per il rilascio dei prigionieri, una cifra «significativa», secondo SBM, considerando che la popolazione nigeriana vive con circa due euro al giorno.
Fonte: (EUROPA PRESS)






