
Il direttore della Central Intelligence Agency (CIA) statunitense, William Burns, ha incontrato due delle figure politiche e di sicurezza più importanti della Libia, il primo ministro del governo di unità di Tripoli, Abdulhamid Dbeibé, e il maresciallo Khalifa Haftar, rivale delle autorità della capitale, nella sua prima visita ufficiale nel Paese africano.
Gli incontri si inseriscono nel contesto di un’enorme crisi interna alla Libia, che vede ancora una volta contrapposte due amministrazioni parallele, una a Tripoli e l’altra nell’est del Paese, con Fazi Bashaga come «primo ministro». La tabella di marcia verso le elezioni, inizialmente previste per la fine del 201, è completamente paralizzata e la sicurezza della popolazione è costantemente minacciata da sporadici scontri tra gruppi armati, in particolare nelle aree vicine ai campi petroliferi.
Durante l’incontro con Dbeibé, Burns ha sottolineato la «necessità di sviluppare relazioni di cooperazione economica e di sicurezza tra i due Paesi» e ha evidenziato «la crescita sperimentata dalla Libia» dalla guerra civile scoppiata dopo la morte del leader Muammar Gheddafi durante la rivoluzione del 2011.
All’incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri, Najla Mangush, il capo dei servizi segreti libici, Husein al-Aeb.
I dettagli dell’incontro con Haftar, confermati da più fonti al quotidiano Asharq al Awsat e al portale Libya Update, non sono emersi, a dimostrazione dell’importanza ancora rivestita dal maresciallo, allineato con le autorità dell’est della Libia, che nel 2019 ha ordinato un’offensiva contro Tripoli dopo mesi di tensioni tra due amministrazioni opposte.
L’operazione militare è stata infine respinta grazie al sostegno della Turchia al governo riconosciuto a livello internazionale, dopodiché è stato avviato un processo di unificazione che ha subito una grave battuta d’arresto in seguito al rinvio delle elezioni presidenziali.
La visita di Burns in Libia avviene anche sulla scia dell’estradizione a sorpresa negli Stati Uniti del presunto fabbricante della bomba che nel 1988 distrusse l’aereo Pan Am con 270 persone a bordo sopra la città scozzese di Lockerbie, una manovra che ha scatenato le critiche dell’opposizione al governo di Dbeibé che, visto il rinvio delle elezioni, è considerato incapace di prendere simili decisioni.
Fonte: (EUROPA PRESS)






