
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha invitato il suo omologo brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, a Washington dopo avergli trasmesso il «sostegno incrollabile degli Stati Uniti» a seguito dell’assalto al Congresso, alla Corte Suprema e al palazzo presidenziale.
Biden ha trasmesso a Lula «l’incrollabile sostegno degli Stati Uniti alla democrazia brasiliana e alla libera volontà del popolo brasiliano, come dimostrato dalle recenti elezioni presidenziali in Brasile, vinte dal Presidente Lula», si legge in una dichiarazione congiunta.
Il Presidente degli Stati Uniti ha inoltre ribadito, in una conversazione telefonica, la sua «condanna della violenza e degli attacchi alle istituzioni democratiche e al trasferimento pacifico del potere».
«I due leader si sono impegnati a collaborare strettamente sulle questioni che riguardano gli Stati Uniti e il Brasile, tra cui il cambiamento climatico, lo sviluppo economico, la pace e la sicurezza», si legge ancora nella lettera.
I due leader hanno anche annunciato che Lula si recherà a Washington all’inizio di febbraio, dopo che Biden lo ha invitato a visitare la capitale «per consultazioni approfondite su un’agenda condivisa e di ampio respiro».
Il presidente brasiliano ha poi ringraziato pubblicamente Biden per la sua «preoccupazione e solidarietà», nonché per «la sua volontà di mantenere un dialogo permanente» tra i due Paesi al fine di «rafforzare la democrazia».
L’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha assicurato che «tutto il mondo» è interessato al successo della democrazia brasiliana, inviando un messaggio di sostegno al popolo brasiliano dopo l’assalto ai tre rami del governo.
«Il mondo intero ha a cuore il successo della democrazia brasiliana. Insieme, dobbiamo respingere qualsiasi tentativo di rovesciare o disturbare la volontà del popolo brasiliano», ha dichiarato l’ex presidente in un messaggio sul social network Twitter.
In questo senso, ha sottolineato l’importanza di affermare il trasferimento pacifico del potere come «pietra angolare della democrazia».
Fonte: (EUROPA PRESS)






