
La Commissione cilena per i diritti umani (CChDH) ha annunciato lunedì di aver presentato una denuncia al capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volter Turk, in merito al cosiddetto «Accordo per il Cile», un patto concordato dai partiti politici per portare avanti un nuovo processo costituente.
Il presidente della CChDH, Carlos Margotta, ha dichiarato che l’accordo «viola gravemente gli articoli 1 e 25 del Patto internazionale sui diritti civili e politici».
La denuncia ritiene che, «dal punto di vista dei diritti umani, non è compatibile con il diritto all’autodeterminazione del popolo cileno che 24 persone non elette dal voto popolare redigano un progetto costituzionale».
Margotta ha anche criticato il fatto che «un altro organo designato autorizza, supervisiona e decide sull’ammissibilità delle proposte, dichiarandone la compatibilità o meno con il quadro costituzionale predeterminato dal progetto», secondo il comunicato della CChDH.
«Tutto ciò trasforma il Comitato di esperti e il Comitato tecnico di ammissibilità in guardiani o custodi del processo senza che la sovranità dei cittadini abbia conferito loro questo potere e questa autorità, violando così gravemente la sovranità popolare, limitando la democrazia e ignorando il potere costituente originario che è detenuto esclusivamente dal popolo cileno», si legge nella lettera.
A metà dicembre i partiti politici cileni hanno annunciato di aver raggiunto un accordo su un nuovo processo costituente, mesi dopo i negoziati seguiti al rifiuto del popolo cileno nel referendum del 4 settembre.
Come ha spiegato il Senato in un comunicato dell’epoca, i firmatari hanno concordato di creare un organismo per elaborare la proposta composto da membri eletti dal popolo e da «esperti» nominati dal Congresso.
Il Consiglio costituzionale sarà composto da 50 persone elette con voto popolare diretto, a suffragio universale e obbligatorio, secondo il principio della parità. Questo organo discuterà e approverà il testo proposto e sarà sciolto dopo aver completato il compito indicato.
La Commissione di esperti sarà composta da 24 accademici, eletti per metà dal Parlamento e per metà dal Senato cileno. Questo organo redigerà una bozza preliminare che servirà da base per la stesura.
Inoltre, ci sarà un Comitato Tecnico di Ammissibilità, composto da 14 giuristi, eletti dal Senato, che esaminerà le norme approvate con l’obiettivo di determinare la «possibile inammissibilità» delle misure quando sono in contrasto con le basi istituzionali.
Fonte: (EUROPA PRESS)






