
I governi del Venezuela e dei Paesi Bassi hanno concordato di avviare colloqui per la graduale riapertura delle frontiere tra i due Paesi, con particolare attenzione ai territori caraibici d’oltremare appartenenti al Paese europeo.
Secondo un comunicato congiunto dei due Stati, la decisione è stata presa nell’interesse e a beneficio di entrambi i popoli, tenendo conto del «reciproco interesse di promuovere gli scambi economici, sociali e di altro tipo».
A tal fine, Caracas e Amsterdam hanno concordato meccanismi di lavoro che consentiranno alle parti di affrontare, in modo coordinato e fluido, questioni in aree di interesse comune, con riferimento alla graduale riattivazione dei collegamenti marittimi e aerei tra il Venezuela e Aruba, Bonaire e Curaçao.
Hanno inoltre condiviso la necessità di tenere a mente i colloqui e gli accordi «precedentemente discussi tra le due parti», comprese le riunioni di consultazione tecnica tenutesi a Willemstad il 10 marzo 2020 e a Caracas il 15 dicembre 2020.
Il tutto culminerà a breve termine con la terza riunione di consultazione tecnica a Willemstad, Curaçao, che si occuperà principalmente, ma non esclusivamente, del graduale commercio marittimo transfrontaliero di merci.
Infine, entrambi i Paesi si sono mostrati pronti a riaffermare la volontà di «compiere sforzi congiunti» per garantire la sicurezza al confine tra i due Paesi.
Nel 2019, Nicolás Maduro ha annunciato la chiusura del confine con le isole caraibiche appartenenti ai Paesi Bassi, dopo che il leader dell’opposizione Juan Guaidó aveva tentato di portare in territorio venezuelano gli aiuti umanitari stoccati su quelle isole.






