
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha manifestato mercoledì il suo rifiuto al fatto che gli esperti che fanno parte del processo costituente lo fanno «ad honorem», cioè solo per il prestigio e senza ricevere in cambio una remunerazione finanziaria.
Secondo il presidente cileno nel suo profilo ufficiale sul social network Twitter, è necessario che tutti coloro che partecipano al processo ricevano un corrispettivo per garantire che il loro lavoro sia «totalmente trasparente».
In questo modo, Boric ha respinto la proposta avanzata martedì dal presidente della Camera dei Deputati cilena, Vlado Mirosevic, come riportato dal quotidiano cileno «El Mercurio».
«La remunerazione del servizio pubblico è una condizione essenziale per la democrazia. Altrimenti, solo i ricchi o i mecenati sarebbero in grado di farlo. Ce ne assicureremo», ha ribadito il Presidente Boric.
Martedì Mirosevic ha sottolineato la possibilità che i partecipanti al processo costituente possano farlo senza compenso, in quanto dovrebbero essere persone che «hanno un impegno incondizionato verso il Paese».
Ha invitato «gli esperti che sono a casa» a essere «disponibili a servire il Paese in un momento così importante, in cui dobbiamo stabilire le regole del gioco comune e approfondire la democrazia».
Le parole di Mirosevic sono state respinte anche dal Presidente del Senato, Álvaro Elizalde, che ha sottolineato come queste condizioni non siano quelle concordate dalle forze politiche nell’accordo che ha facilitato il riavvio del processo costituente dopo il fallimento del referendum costituzionale di inizio settembre.






