
Martedì il Parlamento europeo ha approvato nuove regole per una migliore protezione delle infrastrutture critiche nell’Unione europea, che serviranno anche ad armonizzare gli standard e a identificare i settori chiave che dovranno soddisfare i requisiti di sicurezza.
Con 595 voti a favore, 17 contrari e 24 astensioni, il Parlamento ha approvato in via definitiva l’accordo raggiunto con l’UE-27 per rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche nell’UE con nuove norme che armonizzano la definizione di infrastrutture critiche, con l’obiettivo di renderle coerenti tra gli Stati membri.
La legislazione aumenta i requisiti di sicurezza e la valutazione del rischio per i settori dell’energia, dei trasporti, della finanza, del digitale, dell’acqua e dell’alimentazione, nonché per i sistemi sanitari e della pubblica amministrazione.
Il provvedimento arriva alla luce del sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto lo scorso settembre. L’UE sarà obbligata a dotarsi di strategie nazionali in questo settore e a istituire punti di contatto unici per accelerare la risposta a eventuali attacchi a strutture critiche.






