
Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, ha riconosciuto che il Qatar non rispetta i diritti umani, ma ha invitato i suoi connazionali a «dimenticarlo» e a concentrarsi sul tifo per la squadra nazionale.
A due giorni dal calcio d’inizio della tanto criticata Coppa del Mondo FIFA, Rebelo de Sousa ha risposto a coloro che in Portogallo hanno invitato lui e il Primo Ministro António Costa a boicottare l’evento.
«Il Qatar non rispetta i diritti umani. La costruzione degli stadi e così via, beh, lasciamo perdere. È criticabile, ma concentriamoci sulla squadra», ha dichiarato Rebelo de Sousa dopo la vittoria amichevole per 4-0 del Portogallo sulla Nigeria, giovedì a Lisbona.
Rebelo de Sousa ha rivelato di aver parlato con i giocatori portoghesi che andranno in Qatar e ha detto loro che sarà «un torneo molto difficile», non solo in termini sportivi ma anche a causa delle circostanze controverse che circondano il torneo, secondo l’agenzia di stampa Lusa.
A sua volta, Rebelo de Sousa ha confermato che si recherà in Qatar per assistere all’allenamento della nazionale portoghese giovedì 24. «Sarò lì la prossima settimana, al Portogallo Ghana», ha annunciato.
Diverse organizzazioni per i diritti hanno definito l’imminente torneo di calcio «la Coppa del Mondo della vergogna», dopo aver osservato violazioni del lavoro e abusi durante la costruzione dei sontuosi stadi che ospiteranno le partite delle 32 squadre che parteciperanno al torneo.
Il Qatar è sotto esame a livello mondiale dopo che è emerso che migliaia di persone sono morte durante la costruzione degli stadi di calcio, lavorando per lunghe ore e a temperature elevate.
Le cifre variano da quelle più conservative, che parlano di una trentina di morti, offerte dal comitato esecutivo incaricato di organizzare la Coppa del Mondo, alla cinquantina secondo un rapporto del 2021 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), o ai 6.500 morti riportati da alcuni media, come il quotidiano britannico «The Guardian».






