
Le autorità nicaraguensi hanno annunciato venerdì la cancellazione di 100 organizzazioni, per lo più religiose ed evangeliche, portando a più di 2.600 il numero di organizzazioni sospese quest’anno.
Delle organizzazioni cancellate, solo due sono straniere – l’Asociación Filial Roblealto, dal Costa Rica, e il Ministerio Misionero Misión de los Setenta, dagli Stati Uniti – mentre le altre 98 sono nazionali, con quelle di natura sociale, come l’Asociación de Niños Abandonados de Nicaragua, che si distinguono da quelle di natura religiosa.
Secondo il quotidiano «La Prensa», tra le altre entità presenti nell’elenco figurano l’Associazione dei teologi cristiani, l’Associazione della Chiesa missionaria di Betlemme, la Fondazione europea per la solidarietà tra i popoli e l’Associazione granadina di musicisti, cantanti, compositori, arrangiatori e simili.
La Legge Generale per la Regolamentazione e il Controllo delle Organizzazioni Non Profit lascia nelle mani dell’Esecutivo di Daniel Ortega la possibilità di adottare misure non solo contro le organizzazioni straniere, ma anche contro quelle nazionali, attraverso il Ministero degli Interni e senza la necessità di una procedura parlamentare.
Indipendentemente da chi firma gli ordini, gli argomenti rimangono gli stessi: il governo accusa le ONG di irregolarità amministrative, principalmente di non aver comunicato la propria situazione finanziaria o di non aver rinnovato i consigli di amministrazione.
Sia l’opposizione che la comunità internazionale, comprese le Nazioni Unite, hanno messo in discussione questa campagna contro le ONG, che fa parte di un’ondata di repressione iniziata dopo le proteste del 2018 e rafforzata nei mesi precedenti le elezioni del 2021.






