
Il presidente del Kosovo, Vjosa Osmani, ha annunciato sabato il rinvio delle elezioni nel nord a maggioranza serba, che attualmente si trova nel mezzo di una paralisi istituzionale dovuta alle dimissioni dei sindaci, dei giudici e degli agenti di polizia, alla rinuncia dei partiti serbi a partecipare alla vita politica, il tutto nel mezzo di una crisi che negli ultimi giorni si è intensificata fino a sfociare in sporadici atti di violenza.
Le elezioni, inizialmente previste per il 18 dicembre, sono state rinviate al 23 aprile, secondo un comunicato presidenziale riportato da Kosova Press.
Il 15 novembre, il partito Lista Serba del Kosovo ha dichiarato il suo ritiro completo e totale dalle elezioni locali, che avrebbero dovuto eleggere i sindaci di quattro comuni a maggioranza serba: Mitrovica Nord, Zubin Potok, Leposavic e Zvecan, tutti governati dai sindaci del partito, che si erano dimessi cinque giorni prima.
Il boicottaggio è stato l’ultimo episodio di una lunga serie di scontri con la Serbia per le targhe automobilistiche rilasciate dalla Serbia, di cui il Kosovo ha cercato di appropriarsi fino al raggiungimento di un accordo mediato dall’UE alla fine di novembre.
Le ostilità si sono intensificate negli ultimi giorni. Il primo ministro kosovaro Albin Kurti ha denunciato martedì gli attacchi di «bande criminali» nel nord e, come riportato dalla DPA venerdì, un agente di polizia è stato leggermente ferito dopo essere stato colpito da spari serbi a Zvecan.
La situazione è estremamente tesa a Mitrovica, dove 300 poliziotti kosovari sono stati dispiegati per mantenere la calma tra i cittadini kosovari albanesi e la maggioranza serba.






