
Il Segretario del Dipartimento di Stato americano Antony Blinken ha chiesto al suo omologo cinese Wang Yi «trasparenza» sull’epidemia di coronavirus scoppiata in Cina nelle ultime settimane dopo la revoca delle restrizioni.
Blinken e Wang hanno avuto una telefonata in cui hanno discusso «l’attuale situazione del COVID-19» in Cina, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Dipartimento degli Stati Uniti Ned Price in una dichiarazione rilasciata giovedì.
I due politici hanno anche discusso della guerra in Ucraina e degli effetti sulla sicurezza globale e sulla stabilità economica.
Blinken ha anche indicato la necessità di «gestire responsabilmente» le relazioni tra Washington e Pechino. «È di vitale importanza mantenere aperti i canali di comunicazione», ha dichiarato il funzionario statunitense sul suo profilo Twitter.
Il comunicato di Wang non menziona la questione del coronavirus, mentre i temi discussi riguardano l’invasione dell’Ucraina, Taiwan e le relazioni bilaterali con l’amministrazione Biden.
A questo proposito, il ministro cinese ha sottolineato che il presidente cinese Xi Jinping e il presidente statunitense Joe Biden si sono incontrati il mese scorso a Bali, «guidando strategicamente le relazioni bilaterali fuori da gravi difficoltà e riportandole su un percorso sano e stabile, inviando un segnale positivo al mondo esterno».
Wang ha tuttavia criticato le autorità statunitensi, che «non possono impegnarsi nel contenimento mentre cercano il dialogo, o infilare il coltello nella piaga mentre discutono di cooperazione», secondo quanto riportato da Xinhua.
«La Cina continuerà a difendere con determinazione la sua sovranità, la sua sicurezza e i suoi interessi di sviluppo. Gli Stati Uniti dovrebbero prestare attenzione alle legittime preoccupazioni della Cina e smettere di contenere e soffocare lo sviluppo del Paese», ha ribadito.
Infine, in merito alla guerra in Ucraina, ha sottolineato che «la Cina è sempre stata dalla parte della pace», così come la Carta delle Nazioni Unite e «gli sforzi della comunità internazionale per promuovere la pace».
Fonte: (EUROPA PRESS)






