
Giovedì l’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, ha deplorato la decisione dell’Assemblea nazionale bielorussa di modificare la legge sulla cittadinanza, affermando che essa «aprirebbe la possibilità» di privare i cittadini del diritto di vivere all’estero.
«L’Unione europea condanna questo progetto di legge, che rappresenta un ulteriore passo avanti nella brutale persecuzione del regime bielorusso nei confronti di tutte le voci indipendenti», ha dichiarato Borrell in una dichiarazione rilasciata dal servizio diplomatico dell’Unione europea.
Secondo Borrell, i rappresentanti delle forze democratiche, dei media e della società civile, che sono fuggiti dal Paese per sfuggire alle persecuzioni, rischiano di diventare apolidi.
A questo proposito, l’Alto rappresentante ha sostenuto che si tratterebbe di «una violazione del diritto internazionale», poiché l’articolo 15 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo tutela il diritto di ogni persona a una nazionalità e ne vieta la privazione arbitraria.
«La modifica della legge sulla cittadinanza è solo un altro esempio della crescente illegalità in Bielorussia. Attualmente nel Paese ci sono più di 1.440 prigionieri politici, spesso detenuti in condizioni disumane, i processi si svolgono a porte chiuse e le sentenze vengono emesse in contumacia», ha dichiarato il rappresentante dell’UE.
Nel frattempo, ha ricordato che all’inizio di quest’anno la Bielorussia ha esteso l’ambito di applicazione della pena di morte ai «tentativi di atti terroristici», un’accusa che potrebbe facilmente essere portata avanti in modo arbitrario per motivi politici e in assenza di qualsiasi trasparenza o processo equo.
«L’UE continuerà a sostenere una Bielorussia libera, indipendente e democratica», ha ribadito Borrell nella sua lettera.
Fonte: (EUROPA PRESS)






