
Un’indagine condotta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) mostra che il 25% della popolazione rurale ucraina impegnata nell’agricoltura avrebbe cessato o interrotto le proprie attività a causa delle conseguenze della guerra.
L’indagine, condotta a livello nazionale su 5.200 intervistati, ha cercato di capire l’attuale situazione agricola e di sostentamento, soprattutto in vista dell’inverno.
Le regioni più dipendenti dal settore agricolo, come la regione di Sumi, Dnipropetrovsk, Odessa, Chernobyl e Mikolaiv, hanno riportato cifre più elevate, con oltre il 40% delle famiglie rurali colpite.
«Il settore agricolo ucraino è un’importante fonte di sostentamento per i circa 13 milioni di persone che vivono nelle aree rurali. Mentre quasi due terzi della produzione agricola sono prodotti dalle imprese, le famiglie rurali ne producono circa il 32%», ha detto il responsabile FAO per l’Ucraina, Pierre Vauthier.
Il rapporto copre le famiglie impegnate principalmente nell’agricoltura domestica e nella produzione su piccola scala. «Anche se non si definiscono ufficialmente agricoltori, svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare, il reddito e i mezzi di sussistenza della popolazione rurale, in quanto provvedono al proprio consumo alimentare e vendono i prodotti a livello locale, contribuendo così alle filiere locali», ha dichiarato la coordinatrice della valutazione Lavinia Antonaci.
Anche l’aumento dei costi della produzione agricola è stato avvertito in tutto il Paese, sia per quanto riguarda i raccolti, dal 72% delle famiglie, sia per il bestiame, dal 64% delle famiglie.
In termini di spesa alimentare, più della metà delle famiglie rurali intervistate ha dichiarato di aver speso più del 50% delle proprie risorse in cibo tra giugno e settembre 2022. Nelle regioni vicine alla linea di combattimento, quasi un intervistato su cinque ha dichiarato di aver speso fino al 75%, mentre a livello nazionale la cifra si aggira intorno al 14%.
Secondo l’indagine, quasi il 60% delle famiglie ha adottato meccanismi di coping negativi, come spendere i risparmi, chiedere prestiti, vendere beni produttivi, ridurre le spese sanitarie o l’uso di fertilizzanti, pesticidi, mangimi e cure veterinarie.
D’ora in poi, le principali sfide per l’attività agricola e zootecnica in Ucraina si concentreranno sulla carenza di profitti, sull’accesso limitato a fertilizzanti, pesticidi, carburante o elettricità per le attrezzature e per i mangimi.
L’indagine avverte che la sopravvivenza delle aree rurali e le loro capacità produttive potrebbero essere ulteriormente erose nei prossimi mesi, soprattutto a causa della stagione invernale e della possibile migrazione interna verso queste regioni.






