
Il partito progressista Juntos por el Perú (JPP) ha annunciato martedì al Congresso una mozione di censura contro il primo ministro peruviano, Pedro Angulo, a causa degli scontri tra polizia e manifestanti nelle proteste in corso nel sud del Paese, che hanno provocato almeno sei morti.
In particolare, le deputate Sigrid Bazán e Ruth Luque hanno iniziato a raccogliere le firme necessarie per presentare una mozione di censura contro il presidente del Consiglio dei ministri, che ha prestato giuramento sabato, per la «cattiva gestione della crisi politica che il Paese sta affrontando», secondo quanto riportato dalla radio RPP.
«Le azioni intraprese dal governo, guidato dal primo ministro Pedro Angulo, non hanno contribuito in alcun modo alla risoluzione del conflitto e, al contrario, le sue dichiarazioni e le misure adottate dal suo gabinetto sono pericolose per il ripristino della calma e della pace sociale», si legge nel documento presentato dalle deputate del JPP.
Secondo Bazán e Luque, Angulo non ha preso alcuna misura per risolvere il problema della «sproporzionata repressione poliziesca», sostenendo che le morti registrate finora, così come il «materiale abufante che circola in vari media», lo dimostrano.
«I fatti sopra descritti devono metterci in guardia dall’adottare la presente misura per respingere e destituire dalle cariche politiche coloro che hanno permesso di mettere a rischio la vita e la salute della popolazione peruviana», hanno aggiunto le deputate.
Il primo ministro del Perù, in carica da sabato, ha invitato lunedì al dialogo dopo aver annunciato che il governo di Dina Boluarte formerà un gabinetto di crisi per affrontare le proteste dei manifestanti scoppiate in diverse parti del Paese.
«Chiediamo alle persone che stanno causando violenza di fermarsi. Vogliamo il dialogo: apriamo le braccia per risolvere i problemi che, come sappiamo, non sono stati risolti prima dai governi in carica», ha dichiarato, secondo l’agenzia di stampa Andina.
Finora le proteste nel sud del Paese, seguite alla destituzione dell’ex presidente Pedro Castillo, per fare pressione sul nuovo governo affinché sciolga il Congresso e convochi le elezioni presidenziali, hanno causato la morte di almeno sei persone.






